Il punto di partenza
In possesso di un Master in Fisica-Chimica, Scienze della materia (UCAD, Dakar).
sulla carta, nulla lasciava presagire che questo percorso portasse a una carriera nello sviluppo web.
Ma la fisica mi ha offerto un vantaggio decisivo: la capacità di scomporre problemi complessi e di ragionare per modelli. Una competenza che si è rivelata preziosa, ben oltre i laboratori.
La scintilla (2020)
Nel 2020 mi sono lanciato nel codice, da autodidatta. Niente bootcamp, niente formazione intensiva: solo documentazione, progetti personali e soprattutto… molti errori.
Fortunatamente, il rigore scientifico ha fatto il suo corso: formulare un'ipotesi, testare, osservare, correggere. Il debugging, in fondo, è il metodo sperimentale applicato al software.
La strutturazione: la certificazione DWWM
Il passaggio in produzione
Poi sono arrivati i primi deploy in condizioni reali.
La differenza tra «funziona sulla mia macchina» e «regge sotto traffico reale su un VPS» è enorme. È lì che si impara la vera ingegneria: gestione degli errori, log, backup, sicurezza, monitoring.
Competenze che si acquisiscono solo sul campo.
Cosa mi ha insegnato questa svolta
- La curiosità scientifica si trasferisce direttamente al codice — porsi domande, sperimentare, iterare.
- L'autodidattica pone le basi; la certificazione dà il quadro e il riconoscimento.
- Niente sostituisce la messa in produzione reale per progredire.
- Una carriera atipica non è un handicap, è un altro modo di affrontare i problemi — spesso più creativo e sistemico.
Disponibile per nuovi progetti
Oggi sono disponibile per incarichi come sviluppatore full-stack Symfony/React.
Che si tratti di una piattaforma web, un SaaS, un'API o l'integrazione di IA in un'applicazione esistente, mi piace progettare prodotti robusti, che girano in produzione e rispondono a reali esigenze degli utenti.